Sulle Orme dei Maestri – Intervista alla Maestra di Qi Gong Maria Vaglio

Con grande gioia vi presento l’intervista di Maria Vaglio una delle mie due Maestre. Di Maria apprezzo molto la sua onestà ed il suo grande cuore, virtù oggi assai rare e preziose. Spero che la sua esperienza e la sua competenza possa essere utile anche a voi.

1) Il Qi Gong è una disciplina ancora poco conosciuta, come ne sei venuta in contatto?

Sì, il Qigong qui in Occidente è meno diffuso rispetto ad altre discipline orientali, tuttavia in questi ultimi anni vi è stato un incremento di interesse addirittura esponenziale e molte più persone rispetto al passato iniziano a studiarlo e a praticarlo poiché ne sperimentano i benefici, forse anche grazie all’impegno costante di tanti insegnanti che con amore cercano di diffonderlo il più possibile.

Personalmente ne venni a conoscenza nel 1991. In seguito a dei disturbi alle ginocchia piuttosto fastidiosi che avevo tentato di risolvere per lungo tempo con fisioterapia e ginnastica di potenziamento muscolare dietro indicazioni di specialisti, senza però averne buon esito, decisi di interrompere tutti i trattamenti portati avanti fino a quel momento, e di continuare esclusivamente con della ginnastica dolce. Quindi parlando con dei conoscenti, mi fu indicato un insegnante cinese che per alcuni mesi all’anno insegnava qui in Italia il Qigong. All’epoca non sapevo nemmeno di cosa si trattasse, però sentivo di voler provare, così iniziò la mia avventura meravigliosa conoscendo il Maestro Wang Ting Jun che con passione trasmetteva la cosiddetta Arte di lunga Vita. L’impegno fu importante, poiché richiedeva tre lezioni a settimana di un’ora e mezza però, malgrado stessi ancora studiando per laurearmi e quindi fossi piuttosto occupata, intrapresi questo percorso con gioia e interesse. Con stupore vedevo che a poco a poco i miei disturbi andavano migliorando e, aspetto ancora più gradito, mi trovavo ad avere una calma interiore che fino ad allora era stata poco vicina alle mie caratteristiche personali.

Da quel momento il Qigong entrò a far parte della mia vita diventando un modo di vivere, un sostegno quotidiano a livello fisico ed emozionale e un importante strumento di crescita interiore che tuttora mi accompagna.

2) Che cos’è il Qi?

Il Qi è una vibrazione sottile che permea e anima ogni cosa… è necessario farne esperienza, poiché ogni descrizione, per quanto accurata, sarà sempre poca cosa rispetto a quello che si avverte quando si lascia andare la mente razionale per lasciare spazio all’essenza. A tal proposito il Qigong risulta essere una via meravigliosa per accrescere la consapevolezza del Qi e sentirne il fluire nel corpo.

Potrebbe essere raccontato come quel lieve vibrare interno che si percepisce quando è primavera e si avverte il risveglio di tutta la natura, o quando si prova un’emozione intensa, o anche quando si guarda negli occhi un bimbo o si contempla il cielo… Il Qi è respiro. È coscienza. È forza. È spirito. È la vita stessa che fluisce e si manifesta in ogni essere vivente. È energia diffusa o condensata. Si esprime nel corpo e nelle sensazioni, e in tutto ciò che ha a che fare con le forme di vita di ogni genere. È vitalità. È natura. È amore.

Inoltre alcuni studi scientifici, quali la relatività di Einstein e la meccanica quantistica, si avvicinano ai principi delle antiche filosofie orientali, mostrando una bella convergenza nella ricerca delle verità essenziali. Mi riferisco ad esempio alle cosiddette interazioni fondamentali, quelle forze che permettono agli elettroni dell’atomo di orbitare attorno al nucleo e di tenere assieme i protoni al suo interno, e le più note forze elettromagnetica e gravitazionale, o anche la cosiddetta energia oscura degli spazi siderali, ovvero quella forza invisibile alla strumentazione tecnica che crea però effetti misurabili. In questo campo sembra che tutto riconduca al concetto di Qi, presente nelle forme materiali, compresi i minerali e gli oggetti inanimati, e in tutta la realtà manifesta, essa stessa espressione concentrata di questa energia onnipervasiva che circola ovunque e mette tutto in relazione.

Nel libro Il Tao della Fisica lo scienziato Fritijof Capra ci parla del campo, concetto noto anche nel Qigong, nel quale l’energia, rallentando le proprie vibrazioni, prende forma e, come in una danza, si manifesta a volte come particella di materia, a volte come onda elettromagnetica. Così ci racconta anche la filosofia cosmologica taoista: nel Tao coesistono Yin e Yang, due aspetti della medesima realtà, l’uno più denso e l’altro più sottile, che si trasformano continuamente l’uno nell’altro, in perenne alternarsi e rincorrersi, presenti in ogni aspetto dell’esistente, e comprendono in sé, senza giudizio, ciò che potrebbe impropriamente essere considerato “bene” o “male”. Così le forze della natura appaiono magnifiche e terribili allo stesso tempo, ma di fatto seguono semplicemente le leggi universali.

Nel caso in cui il Qi fluisca in modo disarmonico o ci siano impedimenti o blocchi al suo naturale e fluido esprimersi, allora apparirà come qualcosa di “negativo”, ma sarà semplicemente la manifestazione di un eccesso o di una mancanza energetica, nel corpo e in ogni espressione della natura.

A tal proposito, per una migliore salute si lavora con il Qigong per favorire il fluire del Qi nel corpo, mentre con il Feng Shui lo stesso lavoro è condotto per agevolarne i flussi all’interno della casa e del territorio.

3) Quale è stato il tuo primo Maestro/a, che cosa hai studiato con lui e quale è stato il suo insegnamento più grande?

Come ho già detto, il mio primo Maestro è stato il meraviglioso Wang Ting Jun nel 1991. All’epoca portava in Italia la tecnica Xing Shen Zhuang, conosciuta anche come Metodo per l’Integrazione di Mente e Corpo del più vasto sistema conosciuto come Zhineng Qigong.

L’insegnamento più grande del Maestro è stato per me quello di indurmi alla consapevolezza del corpo e di conseguenza di me stessa in generale, inducendomi in continuazione a riportare la mente al presente. Ancora risuonano in me le sue parole che con dolcezza accompagnavano l’attenzione ai movimenti e al respiro.

In effetti il pensiero quasi sempre cattura la mente e il corpo stesso, e li porta in spazi temporali diversi da quello in cui si vive. Superare questa dinamica mentale è la grande prova dell’essere umano e l’obbiettivo di tutte le discipline orientali e meditative, e il Maestro Wang con i suoi insegnamenti ha dato un grande contributo a tutti noi a tal proposito.

4) Per praticare il Qi Gong è necessaria la guida di un insegnate oppure si può essere autodidatti leggendo libri e seguendo video su Youtube?

Il Qigong è un’Arte pregna di energia, il Qi. Chi ha studiato e continua a praticare Qigong con un maestro o con altri praticanti, sa bene che la trasmissione energetica che è possibile in presenza, è molto ridotta quando si apprende attraverso un libro o un video. Inoltre è necessario che l’insegnante veda e senta l’allievo in tutta la sua complessità ed essenza, per avere modo di correggerlo e guidarlo in una pratica che abbia la giusta qualità e specificità, che sarà differente per ogni allievo. La comunicazione tra esseri viventi avviene attraverso tutti i sensi oltre che per mezzo della parola. La possibilità di apprendere soltanto la tecnica invece dell’Arte, con la mente continuamente in agguato, come sempre accade quando si acquisiscono nozioni prive del calore e della forza che caratterizzano la presenza, è un rischio molto grande per i praticanti inesperti.

Pertanto la guida di un insegnante, almeno inizialmente, è indispensabile per poter acquisire i fondamenti tecnici ed energetici di questa bellissima disciplina.

5) Ci sono dei pericoli nello studiare/praticare senza la guida di un insegnante, se si quali?

Il Qigong si fonda su dei principi indispensabili per una buona pratica, quali la corretta respirazione, la giusta postura, la consapevolezza, una sana intenzione… La guida di un insegnante garantisce all’allievo una verifica sul rispetto di questi principi, senza i quali, reiterando nel tempo una pratica poco corretta, potrebbero insorgere delle disarmonie. Ovviamente, nella pratica personale il praticante potrà riportare alla mente i diversi insegnamenti già ricevuti ed ottenere degli ottimi risultati. Anzi, a tal proposito, invito sempre i miei allievi ad eseguire quotidianamente gli esercizi a casa, dal momento che la pratica dà buoni risultati se il lavoro è portato avanti con impegno e costanza.

Alcune tecniche però, lavorando in modo specifico sui diversi aspetti energetici, potrebbero risultare inappropriate, poiché ognuno di noi manifesta una costituzione prevalente e a volte delle disarmonie particolari. In tal caso sono importanti le indicazioni di un insegnante che con la sua esperienza sappia individuare le criticità e consigliare la tecnica più adatta in quel momento.

Continua nel prossimo articolo…!

N.B. Le indicazioni contenute in questo articolo non si sostituiscono alla pratica medica alla quale è rimandata la salute e la cura della persona.

Daniela De Girolamo è un insegnate di Qi Gong, Taiji Quan, Meditazione e Medicina Cinese.

E’ Presidente dell’ A.S.D Meihua il vento sopra il lago che si occupa dell’insegnamento e della diffusione delle discipline orientali.

Scrittrice del libro “Pillole di Lunga Vita guida introduttiva al Qi Gong e al Taiji Quan”.

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Cosa abbiamo imparato della prevenzione nell’ultimo anno? Taiji e Qi Gong in periodo di Covid19

Nell’ultimo anno di vita abbiamo visto stravolgersi le nostre abitudini su tutti i piani, primo fra tutti quello relazionale e conviviale. L’attività motoria è stata penalizzata enormemente ma qualcosa di buono lo abbiamo imparato.

La campagna mediatica di terrore che è stata fatta in questi mesi, ha fatto si che ci rinchiudessimo in casa, passando dallo smart working, al divano in un attimo. Tutto va bene per proteggere la salute, ma la prima lezione che arriva dalla medicina cinese è che la salute deve essere coltivata, preservata.

Nel “Huangdi neijing” il libro interno dell’imperatore giallo pietra miliare della medicina classica cinese è scritto: “Attendere che il male si sia insediato per rimediarvi, che il disordine si sia insediato per occuparsene, è come attendere di avere sete per scavare un pozzo, attendere la battaglia per forgiare le armi.

Come possiamo comprendere da quello che viene scritto è che il primo intervento necessario al mantenimento del nostro benessere è la prevenzione, in modo di non farci cogliere impreparati all’occorrenza. Ma come si può costruire la salute?

La salute si costruisce e si mantiene attraverso la prevenzione continua, purtroppo di prevenzione e buone abitudini se ne parla sempre molto poco, soprattutto in un periodo dove ci sarebbe una grandissima necessità di divulgare dei semplici ma fondamentali precetti, anche se per il moderno stile di vita possono risultare difficili da seguire soprattutto all’inizio.

Puoi chiederti:

Sto dormendo bene, mi sveglio riposato/a?

Sto mangiando bene, il cibo che mangio è nutriente?

Sto respirando bene? e l’aria che respiro è buona?

Mantengo il mio corpo morbido e flessibile?

La mia mente è quieta?

Mi espongo quotidianamente alla luce del sole?

Le relazioni che ho instaurato sono nutrienti per me?

Queste domande possono essere un buon punto di partenza per riflettere sulle nostre modalità di vita, forse nelle nostre abitudini quotidiane qualcosa potrebbe essere modificato positivamente per farci stare meglio.

La medicina cinese ci offre delle possibilità pratiche e rispettose per mantenere i nostri ritmi vicini il più possibile a quelli naturali al fine di mantenere il normo stato. Un operatore di medicina cinese potrebbe accompagnarvi in percorso personalizzato attraverso la pratica del Qi Gong, dell’alimentazione energetica, con il tuina oppure con agopuntura e fitoterapia nel caso vi rivolgiate ad un medico.

Partire dal normo stato ci permette un più facile adattamento.

Quest’anno io per prima ho sperimentato delle modalità che non ritenevo possibile applicare in inverno, la pratica del Taiji Quan e del Qi gong all’aperto. Il primo giorno invernale, ho sentito freddo, ho capito però come vestirmi per le lezioni successive, ho comperato un paio di scarpe da ginnastica impermeabili e con la suola più isolante per non permettere al freddo di entrare dai piedi, e non mi sono più fatta trovare impreparata utilizzando un bel cappello di lana. Ho praticato con 4° senza neanche prendere un raffreddore!

In Cina da sempre ci si allena nei parchi pubblici in ogni periodo dell’anno, di mattina molto presto prima di iniziare le attività della giornata, nel nostro territorio purtroppo scarseggiano parchi pubblici attrezzati per l’attività motoria. Praticando all’aria aperta anche in inverno non solo nella bella stagione, il mio corpo si è temprato, la mia energia difensiva si è fortificata, ho avuto l’occasione per espormi alla luce solare anche in inverno. Attraverso il Qi Gong ho fatto un lavoro costante e mirato per il rafforzamento della Wei Qi (energia difensiva), questo come effetto secondario mi ha aiutato tantissimo in primavera con le allergie. Tutto il gruppo ha potuto sperimentare un miglioramento generale del proprio benessere. Il rapporto con la natura si è fatto più vicino, vivo, armonico, rispettoso dei tempi e dei modi.

La legge fondamentale del Taoismo è che tutto cambia, ogni cosa è destinata immutabilmente al cambiamento, e ciò che non si trasforma muore. Questa esperienza di limitazione sociale ha offerto una formidabile opportunità alla nostra trasformazione, è la nostra capacità di azione o di non azione nella vita che può fare la differenza.

E Tu, senti la necessita di cambiare e prenderti cura di te?

Sulle Orme dei Maestri – Intervista alla Maestra Paola Borruso. Seconda parte

1) Ti sei data molto da fare per diffondere la conoscenza del Qi Gong attraverso il tuo blog “Praticare Qi Gong” ed attraverso il gruppo facebook “Guarire con il Qi Gong (gruppo di dibattiti e scambi sul Qigong)” quali sono i benefici che le persone possono trarre dalla pratica, davvero si può guarire?

La mia passione e il mio amore per la diffusione del Qigong mi hanno portato alla creazione di spazi sui social ma soprattutto alla fondazione di un blog in cui ho riversato buona parte dei miei scritti. Io credo moltissimo nella condivisione e nello scambio di esperienze perché queste ultime, unitamente alle testimonianze di guarigione che fortunatamente avvengono, sono parte della linfa di cui i praticanti si nutrono. Ritengo che la guarigione non sia l’obiettivo unico della pratica del Qigong : guarire è una fra le possibilità che il qigong ci offre. Parlando esclusivamente di guarigione ricordiamoci che può essere frustrante, per chi pratica, non raggiungere l’obiettivo desiderato e/o paragonarsi a qualche altro che invece ci riesce. Il Qigong è un percorso assolutamente individuale e la guarigione può essere sia quella del corpo che quella della mente. A volte è necessario cambiare prima la personale visione delle cose per comunicare con il corpo e indirizzarvi correttamente il flusso di energia che guarisce. Io ritengo comunque che sempre, ogni sessione di pratica, apporta un cambiamento all’interno del praticante, nonostante quest’ultimo possa non accorgersene.

2) Come si inquadra quella che in occidente viene definita malattia in Medicina Cinese?

La malattia è sempre sintomo di uno squilibrio, indipendentemente dalle cause che l’hanno provocata, ma è anche segno della reazione dell’organismo che lotta spontaneamente orientandosi verso la guarigione. Senza entrare nel merito della natura della malattia, poiché ci dilungheremmo davvero tanto, mi sento invece di poter suggerire che il Qigong è un ottimo alleato nel ripristinare l’equilibrio armonioso di yin e yang al nostro interno affinché nessuno dei due prevalga sull’altro. A questo proposito, si rivelano decisive le diagnosi energetiche, poiché sulla base di esse si può stilare un programma di esercizi finalizzati al recupero della salute e personalizzati sul praticante. Il Qigong si può associare come ho avuto modo di sostenere più volte, alla medicina convenzionale, all’interno di programmi di recupero, di riabilitazione, di rigenerazione dopo stati di malattia. L’aspetto su cui mi preme soffermarmi è quello della prevenzione: il Qigong praticato da individui già in salute, aiuta a preservarne lo stato rinforzando l’organismo e le sue risposte immunitarie, provvedendo a mantenere equilibrate le reazioni emotive agli eventi e impedendo che reazioni smisurate diventino patologiche trasformandosi in malattia.

Nel libro “Medicina Tradizionale Cinese e Sunzibingfa: strategie e tecniche dell’Arte della Guerra applicate al Qigong” che è la trasposizione della mia tesi come Operatore Qigong, l’argomento è trattato ampiamente e si discute anche di come far fronte alla malattia.

3) Sei riuscita a portare il Qi Gong nella scuola proponendolo ai ragazzi, ti va di raccontarci questa esperienza?

L’esperienza è stata coinvolgente. Ovviamente tutto va dosato a seconda dell’età dei piccoli praticanti (io insegno alla scuola media) e quindi alle tecniche statiche è necessario affiancare quelle dinamiche affinché ci sia il giusto bilanciamento e non si perda un certo aspetto “ludico” che, tuttavia, è ludico solo in apparenza. Il divertimento e la semplicità dei ragazzi che intervengono con curiosità alla pratica è un esempio che dovremmo seguire pertanto in questo mi sono sentita discente. C’è sempre da imparare.

4) Ci sono stati nella tua esperienza dei momenti di allontanamento o di rallentamento nella pratica personale e cosa ti ha spinto eventualmente a ricominciare?

Sì, eccome! Ho abbandonato del tutto la pratica per qualche anno in seguito a delusioni ricevute nell’ambiente e ho fatto fatica a ridare credibilità alla figura di un maestro. Ancora oggi risento i postumi di questa situazione tuttavia la richiesta di aiuto di un amico alla sua guarigione e la pratica del faqi (andata con mia somma gioia a buon fine) mi hanno ridato grinta e speranza. Spero di riprendere al più presto in maniera fattiva la stesura del mio nuovo volume… l’editore aspetta già da un po’!

5) L’ultima è una domanda a piacere dove puoi scegliere tu stessa un argomento che ti sta a cuore e di cui ti piacerebbe palare.

Più che una domanda il mio è un appello, alla condivisione di esperienze, di pratiche, di dubbi, di sapere, di conoscenze e un invito a superare le divisioni fra scuole a favore del sentirsi “famiglia” di praticanti unita nel medesimo campo di Qi.

Informazioni di contatto per la Maestra Paola Borruso

https://praticareqigong.wordpress.com/

N.B. Le indicazioni contenute in questo articolo non si sostituiscono alla pratica medica alla quale è rimandata la salute e la cura della persona.

Daniela De Girolamo è un insegnate di Qi Gong, Taiji Quan, Meditazione e Medicina Cinese.

E’ Presidente dell’ A.S.D Meihua il vento sopra il lago che si occupa dell’insegnamento e della diffusione delle discipline orientali.

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Sulle orme dei Maestri – intervista alla Maestra Paola Borruso

1) Il Qi Gong è una disciplina ancora poco diffusa, come è iniziata la tua storia con il Qi Gong e la Medicina Cinese?

Il mio approccio con la MTC e di conseguenza con il Qigong si deve ad un fastidiosissimo problema di emicrania che mi portavo dietro da lungo tempo, praticamente dall’adolescenza fino ai miei trent’anni circa. Ricordo che, dopo aver tentato di tutto e di più, fu mio padre ad indirizzarmi ad un medico agopuntore in periodi ancora non sospetti, quando la medicina olistica era davvero lontana dal mio modo di essere e di pensare. Praticando lo studio medico di agopuntura venni a conoscenza, da una locandina lì esposta, dell’esistenza del Qigong e da lì iniziai a chiedere, a leggere e documentarmi: i principi mi interessarono e incuriosirono parecchio. Sentivo istintivamente che era una strada che volevo percorrere, anche indipendentemente dalla mia possibilità di guarigione. Era come se una forza invisibile muovesse i miei passi verso un cammino affascinante e al tempo stesso sconosciuto. Da lì a poco mi iscrissi ad un corso settimanale e, tempo dopo, ad un corso triennale per Operatori Qigong al quale seguirono poi altre specializzazioni che mi portarono ad essere insegnante e formatrice.

2) Con quale o quali Maestri ti sei formata e per quale motivo sono stati importanti?

Ho inizialmente iniziato a praticare Qigong presso il centro l’Espace di Palermo che proponeva dei corsi settimanali sotto la direzione di Giovanni Zappulla. Come operatrice e docente mi sono formata presso l’Associazione Qi di Palermo cui ho successivamente avuto la possibilità di collaborare come docente. Attraverso il team di insegnanti dell’Associazione Qi (Vito Marino, Francesca Pasta, Ramon Testa) ho avuto modo di praticare con la maestra Li Suping, il maestro Liu Jianshee, il maestro Wei Qifeng. Dei miei maestri ho ancora un ricordo vivo per quanto riguarda la preparazione e l’esperienza, poi come capita spesso ai rapporti umani, le strade si biforcano e si dividono e ognuno impara a camminare con le proprie gambe. C’è un momento, nel qigong, in cui si dice che l’allievo diventa Maestro di se stesso: questo non a indicare un punto di arrivo ma una diversa dimensione e approccio con il proprio Sé e con la qualità della propria pratica.

3) Sei un’esperta praticante ed insegnante di Zhineng Qi Gong, molte scuole di questo stile consigliano di praticare unicamente questo tipo di Qi Gong, qual è il motivo di questa indicazione e tu cosa ne pensi al riguardo?

Questa è una bella domanda! L’ho posta spesso durante i seminari a diversi maestri e ho potuto ascoltare risposte contrastanti, finché sono approdata ad una mia visione della cosa che è quella attuale. Innanzi tutto ritengo che un buon docente, all’interno dei suoi corsi, debba necessariamente saper proporre ai suoi allievi un discreto bagaglio di metodi e “stili” (anche se non mi piace molto chiamarli così) poiché la formazione del futuro conduttore di classi/operatore/docente deve essere quanto più possibile completa. Egli deve saper intervenire a pratiche di gruppo, discussioni, congressi, seminari, e a tutte le occasioni che gli verranno proposte senza sentirsi un pesce fuor d’acqua: deve essere in grado di confrontare, paragonare, sperimentare tecniche e metodi. Questo aspetto a mio avviso è importante per il bagaglio personale di ciascuno. Ritengo anche sia necessario sperimentare metodi differenti perché solo in questo modo è possibile riconoscere quale ci calza meglio. Io non sono “un’integralista” del Zhineng Qigong, questo vuol dire che, per esempio, ai miei corsi ho proposto i broccati unitamente al laqi o alla Penqiguandingfa. Questo perché non ritengo che l’uno escluda l’altro, perché di fondo c’è sempre l’intento di lavorare con l’energia; non dimentichiamoci che il Qigong deve diventare uno stato mentale e mi piace pensare che punti all’inclusività. Nessuno vieta che, mentre pratico gli otto broccati, io possa fare Kai-he, “apri- e chiudi” con la mente. Successivamente a ciò, ritengo che ognuno possa specializzarsi in quello che sente più affine al proprio sentire: da ciò nasce la mia predilezione per il Zhineng Qigong pur praticando anche altro. Tutto dipende poi dal taglio e dall’impostazione che desidero dare alla mia pratica: potrei ad esempio scegliere di dedicare un mese al Zhineng, un altro ai sei suoni segreti e così via, ruotando metodi e tecniche ma il principio di fondo è lo stesso. Ecco perché quando mi trovo dinnanzi alla spudorata concorrenza tra scuole dall’aspetto di setta mi allontano.

4) Si dice che il Maestro Pang Ming iniziatore dello stile abbia praticato con diciannove Maestri dai quali abbia appreso le tecniche e la sua conoscenza generale del Qi Gong; con queste esperienze abbia poi ideato il Zhineng Qi Gong. Secondo te questo nuovo tipo di lavoro sull’energia è realmente innovativo e cosa lo differenzia dagli altri metodi?

Ecco, riprendendo ciò che sostenevo nel punto precedente, anche Pang Ming ha raccolto da metodi diversi. Secondo me non si deve parlare tanto di innovazione quanto di una efficacia nel raggiungere più facilmente l’obiettivo. Certe pratiche del Zhineng Qigong hanno una potenza prorompente e straordinaria, i risultati si apprezzano visibilmente e forse si raggiungono più velocemente ma se ci pensiamo… noi realizziamo ciò in cui crediamo, pertanto ritorniamo al punto di cui sopra. Fra l’altro, mi permetterei di osservare che un grande ruolo è giocato dalla mente: questo si può apprezzare in pratiche eseguite da gente con evidenti limiti fisici, allettate, che tuttavia riescono a raggiungere miglioramenti e/o guarigione pur non padroneggiando alla perfezione la tecnica. È il modo in cui viene indirizzata la mente che può fare la differenza ma in ciò non mi sento assolutamente di affermare che un metodo è assolutamente migliore di un altro. Piuttosto vorrei parlare in termini di volontà: ecco, su questa sì che possiamo fare una differenza: volontà e fiducia perseveranti credo siano il segreto per ottenere i risultati sperati indipendentemente dal metodo.

5) Tra i tuoi interessi ed attività di insegnamento è arrivata anche la mindfulness, puoi raccontarci di cosa si tratta e che legami ci sono col il Qi Gong?

La Mindfulness è entrata nel mio bagaglio di conoscenze e ne ho utilizzato le tecniche all’interno di progetti scolastici che sto attualmente portando avanti. Come disciplina è stata “codificata” in tempi recenti ma le pratiche di consapevolezza, del recupero del “qui e ora”, della valorizzazione del presente, affondano anch’esse le radici nella tradizione orientale e buddistica, quindi ritroviamo affinità con certi atteggiamenti mentali proposti dal Qigong. Il rischio che corrono tutte queste discipline però sta nella loro mercificazione, invece sono preziose opportunità per un lavoro di consapevolezza.

Continua nel prossimo articolo….

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La Seconda Primavera una nuova vita per la Donna

Nella medicina cinese quando si parla di Seconda Primavera di parla di menopausa in un’accezione completamente differente rispetto al modo di viverla del mondo occidentale. Nello scorso articolo ci eravamo lasciate dicendo che questo periodo della vita della donna vede un generale impoverimento dell’energia soprattutto a carico di Rene e di Milza per questo motivo Qi e Sangue vengono rivolti al sostentamento degli organi interni a discapito della fertilità.

La Menopausa è un passaggio fisiologico per la donna e per tale motivo dovrebbe essere vissuta con naturalezza e non come un evento avverso e di perdita (della fertilità, della bellezza, delle capacità in generale). Nella chiave della medicina cinese ma anche in quella occidentale nell’ottica delle neuroscienze, Il modo di vivere questa fase naturale ed evolutiva dell’esistenza sarà conseguenza anche dell’entità dei disturbi ai quali la donna sarà soggetta. Questo accade per l’influenza che le emozioni esercitano sul sistema psicofisico: nella medicina cinese gli squilibri apportati dalle emozioni vengono chiamati patogeni interni. Le emozioni quali la rabbia, la gioia intensa, la rimuginazione, la tristezza, la paura e lo shock possono essere causa di malattia se non fluiscono liberamente, ognuna di queste portata all’eccesso o, non espressa, porta ad alterazione del Qi. Più la nostra energia sarà in disequilibrio più la sintomatologia sarà accentuata. Per vivere al meglio questa trasformazione è necessario quindi osservare la menopausa con mente serena, con positività e fiducia. Accettare il climaterio significa accettare il cambiamento.

La Seconda Primavera segna il momento di una nuova nascita, di una rinascita. In Cina ma in oriente in generale tradizionalmente gli anziani vengono onorati in quanto sono custodi di saggezza.

Questo momento di trasformazione si sviluppa nell’arco di alcuni mesi oppure anni interessando sia il piano fisico che psico spirituale non limitandosi unicamente all’interruzione del ciclo mestruale. Generalmente una donna viene considerata in menopausa dopo l’assenza del ciclo mestruale per circa un anno ma è già da prima che i cambiamenti hanno inizio.

Come abbiamo detto Il Sangue che non viene più disperso con le Acque Lunari viene riversato all’interno per nutrire tutti gli organi ed il Cuore. Il Cuore nel sistema di organi stato rappresenta l’Imperatore, colui che ha un legame diretto con il Cielo, nel Cuore risiede lo Shen lo spirito Celeste portatore di Gioia ed è attraverso il Sangue che vengono diffusi i rallegramenti. Con il Sangue che si concentra all’interno inizia una fase di crescita spirituale dove sarà possibile sviluppare le proprie inclinazioni, ed è in questo momento della vita che molte donne decidono di dedicarsi alla Meditazione, al Qi Gong ed al Taiji Quan per sviluppare la parte più spirituale della propria esistenza. E’ in questo momento che la donna è al pieno delle proprie capacità, ora può mettere a frutto tutte le capacità yang acquisite nella sua esistenza lasciando spazio alle capacità yin e può vivere liberamente tra lo spazio interiore e quello esteriore, tra il dentro ed il fuori. La Seconda Primavera è quindi un momento di grande capacità e di libertà dell’essere.

Possiamo prepararci al meglio ad accogliere questa grande opportunità, come si dice, chi ben comincia è a metà dell’opera!

Inizia già da ora a prenderti cura di te, a preparare la tua energia in modo arrivare in equilibrio a questo momento di grande rivoluzione. Ti suggerisco di trovare del tempo per te da dedicarti con amore, inizia a muovere il corpo con consapevolezza per risvegliarlo e ricorda che “il cardine della porta che si apre non fa mai la ruggine!”.

La tecnica di qi gong della Ragazza di Giada può essere praticata dalla prima mestruazione fino a tutta la menopausa, è una tecnica dinamica che lavora in particolar modo su Rene, Fegato, Milza e Cuore, sui canali Ren Mai e Chong Mai, è una tecnica che si prende cura in maniera mirata dell’energia della donna. Le persone che hanno praticato regolarmente questa tecnica hanno avuto scarsi disturbi legati al climaterio, essendo però una tecnica ancora poco diffusa potrebbe essere difficile trovare dei corsi, in questo caso sarà possibile ricorrere ad altre tecniche di qi gong.

Fortunatamente il Qi gong lavora sempre sulla persona in maniera globale, si dimostra un’ottima alleata anche la tecnica dei cinque animali dove ogni animale si occupa della presa in carico dei un organo ed il suo relativo viscere, questa tecnica dinamica e giocosa è in grado di offrire ottimi risultati.

Alcuni automassaggi possono essere utili, soprattutto se praticati alla fine di una sessione di Qi Gong, massaggiare i Reni, le Orecchie è sempre indicato per tonificare la vitalità.

N.B. Le indicazioni contenute in questo articolo non si sostituiscono alla pratica medica alla quale è rimandata la salute e la cura della persona.

Daniela De Girolamo è un insegnate di Qi Gong, Taiji Quan, Meditazione e Medicina Cinese.

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Sulle orme dei Maestri – intervista al Maestro Vito Cannillo. Seconda parte

1) È corretto creare una divisione tra stili interni e stili esterni?

La classificazione tra stili esterni e interni è molto più recente rispetto ai tempi in cui andavano strutturandosi gli stili più famosi come Taijiquan, Baguaquan, Tongbeiquan e tanti altri. Può essere ancora utile per i principianti che hanno così la possibilità di individuare rapidamente le caratteristiche più evidenti delle varie scuole, ma via via che aumenta la conoscenza di uno stile, via via che si sale sulla montagna della metafora precedente, la distinzione esterno/interno perde sempre più di significato fino a scomparire del tutto non appena si sarà realizzato che non può esistere il duro senza il morbido e viceversa, il lento senza il veloce e viceversa, il calmo senza l’irruento, e viceversa e così via.

2) Che differenza c’è nel Wushu tra gli stili tradizionali ed il moderno?

Il wushu moderno potremmo dire che oggi è solo un simulacro di quello tradizionale, nel senso che il suo processo di rapidissima evoluzione degli ultimi 30 anni ha fatto sì che questi due mondi si allontanassero sempre più, soprattutto per quanto riguarda le loro finalità.

Gli stili moderni nascono con l’apposito intento di permettere ai praticanti di misurarsi in competizioni con regolamenti standardizzati; nel giro di pochi decenni l’aspetto sportivo/atletico/coreografico è diventato sempre più prevalente su quello tecnico/marziale. Oggi gli atleti di wushu moderno sono sportivi eccezionali con capacità atletiche che si avvicinano sempre più a quelle della ginnastica artistica; i lunghi, incessanti e duri allenamenti sono finalizzati ad ottenere il massimo risultato in una rappresentazione coreografica che dura in media 1 minuto e trenta, anni di allenamento per una performance di 90 secondi! Questi ritmi possono essere tenuti ad alto livello fino a circa 30 anni dopodiché comincia una rapida discesa del livello delle prestazioni.

Basterebbe questo a capire il contrasto con quanto dicevamo precedentemente sulle AM tradizionali, che invece prevedono una lunga e continua sedimentazione che dura tutta una vita, fino anche alla terza età, e contribuiscono al benessere psico-fisico. D’altra parte bisogna sottolineare che chi ha un background di anni di stili moderni alle spalle, ha una marcia in più per affrontare il lavoro degli stili tradizionali e qualunque altra attività sportiva e marziale.

3) Lei è stato in Cina in diversi viaggi studio, come sono state queste esperienze? Pensa sia possibile permanere uno o due mesi in Cina e tornare dei Maestri di Arti Marziali come spesso si sente dire?

Ogni viaggio in Cina è un’esperienza meravigliosa che porto nel cuore in maniera indelebile, tutti gli appassionati di arti marziali dovrebbero farlo almeno una volta nella vita, ma immaginare di tornare “Maestri” dopo un viaggio in Cina è francamente un nonsenso proprio alla luce di quanto abbiamo detto precedentemente su tempo e perseveranza. Poi bisogna pure dire che un mese o due spesi in Cina per allenarsi sono estremamente più proficui per un esperto che sa dove e come muoversi e, soprattutto, per chi è in grado di rendersi conto del livello di conoscenza che possiedono i Maestri a cui ci si rivolge (ammesso che questi accettino di impartire insegnamenti).

4) Come si inquadra il lavoro di Qigong all’interno delle Arti Marziali cinesi?

Tutti gli aspetti della cultura cinese sono strettamente legati tra loro, si può dire che “tutto è in tutto” per sintetizzare questa interrelazione: dalla medicina tradizionale alle arti marziali, dalla poesia alla filosofia, fino alle strategie per condurre una guerra. Tutto poggia su un gruppo invariante e relativamente ristretto di principi universali: la filosofia del Taiji o della “Polarità suprema” (incessante mutazione reciproca e complementarità delle due polarità opposte Yin e Yang in tutti gli aspetti della natura), la teoria dei “5 movimenti” (più nota in occidente come “teoria dei 5 elementi”), la teoria degli “otto trigrammi” (Bagua) e così via.

In questa sorprendente omogeneità teorica esiste un intreccio particolarmente stretto tra medicina tradizionale, arti marziali e Qigong che forma una vera e propria “ghirlanda brillante”. Le arti marziali infatti sviluppano in particolare tre aspetti in particolare dell’essere umano: il primo, che potremmo definire “materiale” è il miglioramento delle capacità di autodifesa, il secondo è il miglioramento delle proprie condizioni di salute grazie all’esercizio e all’irrobustimento del corpo e al miglioramento dell’equilibrio psico-fisico. Questi due fattori portano nel tempo ad un terzo e più generale miglioramento della personalità e della consapevolezza di sé e del proprio ruolo come parte dell’universo. Ora, se guardiamo gli stadi attraverso cui passa il lavoro del Qigong, che di fatto è una ginnastica che affonda i sui principi nella medicina tradizionale, ci accorgiamo che sono speculari a quelli appena descritti per le AM.

Infatti il Qigong lavora in maniera progressiva sui tre aspetti di Tiao Shen (regolazione del corpo e della struttura), Tiao Xi (regolazione del respiro/soffio o “energia”) e Tiao Xin (regolazione dello spirito/mente).

5) Con la pandemia da Covid 19 vediamo le palestre chiuse ormai da un anno; nell’immaginario collettivo in Cina ci si allena la mattina presto nei parchi, come sono strutturati gli allenamenti nella realtà e si sono sempre tenuti in questo modo?

Una delle cose più belle viste in Cina nei miei viaggi insieme ai miei Maestri è proprio l’eccezionale frequentazione dei parchi pubblici da parte dei cinesi la mattina molto presto (dalle 6 o anche prima). Fare una passeggiata in un parco pubblico in queste ore è il modo migliore per trovarsi a stretto contatto con un aspetto fondamentale per la cultura cinese: la consapevolezza profonda che movimento è vita. Come in un museo delle scienze motorie a cielo aperto infatti, in un parco cinese si può vedere una moltitudine di persone di ogni età praticare ogni tipo di attività motoria, dalla danza alle AM, dal Qigong al Badminton passando per ogni forma di ginnastica.

Ogni Maestro delle scuole tradizionali ha di solito un angolo o una piazzola dove insegna o si allena prima di iniziare le attività della giornata.

Secondo i miei Maestri, che hanno potuto osservare queste realtà in un lungo arco di anni, almeno per quanto riguarda le AM tradizionali si tratta però di un fenomeno che subisce un lento ma inesorabile declino, probabilmente a causa della sempre maggiore occidentalizzazione dei costumi ed anche forse per il fatto che già da un po’ i Maestri in Cina hanno la possibilità di insegnare in palestre “private” come da noi in occidente.

Ora che il mondo intero si trova a gestire la pandemia del Covid, si potrebbe riprendere la modalità cinese dell’allenamento nei parchi anche in occidente soprattutto alla luce delle recenti conferme scientifiche sull’ indebolimento del virus all’aperto con conseguente riduzione dei contagi.

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N.B. Le indicazioni contenute in questo articolo non si sostituiscono alla pratica medica alla quale è rimandata la salute e la cura della persona.

Daniela De Girolamo è un insegnate di Qi Gong, Taiji Quan, Meditazione e Medicina Cinese.

E’ Presidente dell’ A.S.D Meihua il vento sopra il lago che si occupa dell’insegnamento e della diffusione delle discipline orientali.

Scrittrice del libro “Pillole di Lunga Vita guida introduttiva al Qi Gong e al Taiji Quan”.

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La Seconda Primavera una nuova vita per la Donna

La fisiologia femminile è legata al ciclo mestruale dalla prima mestruazione alla menopausa. Il ritmo del ciclo mestruale l’accompagna in tutte le fasi della sua vita e dalla regolarità del ciclo mestruale dipende il suo benessere fisico e psicologico. Di tutte le fasi della vita legate alle Acque Celesti (le mestruazioni) il momento più temuto è quello della menopausa un periodo che mediamente arriva tra i quarantacinque ed i cinquantacinque anni e che in Cina viene chiamata Seconda Primavera.

Perché le donne temono la menopausa?

Le donne temono la menopausa perché non corrisponde agli standard richiesti dalla società contemporanea che si basa sull’energia maschile leggera e veloce di natura Yang. Le donne, invece di natura Yin, hanno dei ritmi differenti, per alcuni aspetti più lenti ed introspettivi collegati alle variazioni ormonali ed ai periodi della vita come la gravidanza, il post parto, l’accudimento dei figli. La menopausa porta con se l’idea di non essere più all’altezza della performance, di non essere più all’altezza di una vita lavorativa produttiva, di non essere più bella e desiderabile, avendo quasi come unica prospettiva tutti quei disturbi tanto temuti come le vampate di calore, l’insonnia e l’aumento di peso.

Cosa ci racconta invece l’energetica femminile nella chiave di lettura della medicina cinese?

L’utero è l’organo centrale dell’energetica femminile, nella medicina cinese l’utero comprende l’endometrio, le tube, le ovaie, le cellule uovo, ed il sangue delle mestruazioni chiamato “Acqua Celeste”. L’Utero energeticamente è collegato al Rene ed al Cuore, nella medicina cinese il Rene sostiene la vita in tutte le fasi dalla nascita, alla crescita e riproduzione fino alla morte; il Cuore invece è la residenza dello Shen (Lo Spirito Celeste) e governa il Sangue. L’asse Rene – Cuore è molto importante, il Qi del Cuore deve scendere verso l’Utero mentre il Rene deve far salire la sua Essenza. Se l’equilibrio “Rene – Cuore” viene a mancare facilmente si manifesteranno disarmonie mestruali.

Il Sangue è una sostanza preziosa dell’organismo, alla sua formazione partecipano numerosi organi: lo Stomaco nella trasformazione del cibo e la Milza ed il Polmone astrarranno il puro per inviarlo al Cuore. Il Rene è coinvolto nella trasformazione del Jing, il fegato invece distribuisce il sangue agli organi e quindi anche all’Utero. La natura del Sangue è Yin ed ha funzione di umidificare, di nutrire e diffondere lo Shen come messaggio di Gioia.

Nella fisiologia energetica femminile due canali straordinari sono molto importanti il Chong Mai ed il Ren Mai. Il Chong Mai viene chiamato Mare del Sangue quando il suo Qi è forte la donna sarà in grado di procreare. Il Ren Mai governa la gravidanza, il prendersi cura, si traduce difatti come Vaso Concezione. Se vuoi approfondire leggi: https://www.ilventosopraillago.com/single-post/copia-di-l-energetica-femminile-ed-il-qi-gong-del-nutrimento-dell-utero .

Come abbiamo potuto vedere, la fisiologia della donna è dominata dal sangue dalla pubertà alla fine dei suoi giorni. La sua ciclicità è basata sui ritmi lunari di circa ventotto giorni.

Con la menopausa le mestruazioni vengono meno perché l’energia dei Reni inizia ad esaurirsi in maniera importante, e così anche quella degli altri organi come la Milza che non riesce più a produrre molto sangue. Possiamo dire che vi è una complessiva diminuzione dell’energia e per questo motivo il Sangue ed il Qi si rivolgono ora non più nel predisporre il corpo alla procreazione ma si dirigono agli organi interni per sostenere l’organismo e rallentare il processo di invecchiamento. Se ci pensiamo bene è un atteggiamento molto naturale quello di preservare le energie a favore del mantenimento della vita proprio come fanno gli alberi che in autunno perdono le foglie per poter sopravvivere al freddo inverno.

A tal proposito Il Nei Jing Suwen nel cap.1 scrive “Raggiunta l’età di sette volte sette anni, il canale Ren si svuota, il canale Chong si indebolisce, il ciclo femminile si interrompe, inizia il declino e la fertilità raggiunge la fine.”.

La menopausa non si manifesta da un giorno all’altro ma è una condizione che si definisce in maniera progressiva. Di questo ne parleremo nel prossimo articolo dedicato alla Seconda Primavera dove la menopausa viene vissuta in maniera positiva e parleremo anche di come limitarne i fastidi attraverso la pratica energetica del Qi Gong.

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Sulle orme dei Maestri – Intervista al Maestro Vito Cannillo

Questa intervista è stata per me il realizzarsi di un desiderio. Chi mi conosce sa che da sempre sono un’appassionata di arti marziali in particolare di quelle cinesi, da anni seguo sui social un Maestro dalle grandissime capacità con lo stesso entusiasmo di come i bambini seguono i super eroi!

La sua gentilezza e umiltà sono paragonabili alle sue capacità nel Wushu a dimostrazione che questo tipo di cammino non si limita ad una crescita puramente atletica ma comprende anche una crescita personale, con grande piacere vi presento il Maestro Vito Cannillo.

1) Maestro Cannillo lei è un praticante di “Kung fu” sin dalla giovane età, a quanti anni consiglia di approcciare alle arti marziali cinesi, c’è un limite di età oppure servono delle particolari abilità psicofisiche?

Iniziare precocemente la pratica di un’AM, o di uno sport in generale, comporta indubbiamente numerosi vantaggi, soprattutto per coloro che hanno il desiderio di cimentarsi nell’attività agonistica. Chi ha la fortuna di iniziare da bambino avrà, grazie alla maggiore elasticità muscolo-tendinea e mentale, meno difficoltà rispetto ad un adulto ad acquisire i complessi insegnamenti che una scuola di AM prevede.

Detto questo però non esiste alcun vero limite di età oltre il quale sia sconsigliato approcciare le AM oppure oltre il quale non si possano più ottenere i numerosi benefici che queste comportano. Ad esempio, un mio ex allievo, un operaio edile che passava ore utilizzando un martello pneumatico, quindi con una muscolatura molto rigida a causa del suo lavoro, cominciò a praticare a 35 anni. Grazie alla sua passione, dedizione e con qualche piccola sofferenza, arrivò in pochi anni a migliorare il suo grado di stretching delle gambe, fino ad eseguire la spaccata sagittale completa, che gli consentiva di tirare calci alti ed in volo che difficilmente avrebbe creduto di poter eseguire.

Un altro esempio, ancora più sorprendente, viene dal corso di ginnastiche mediche cinesi per anziani tenuto dal Maestro Stanislao Falanga da molti anni. È un vero spettacolo vedere cosa sono capaci di fare quei simpatici ultrasettantenni e, in alcuni casi ultraottantenni, in termini di equilibrio, elasticità e forza. In sintesi: si può iniziare davvero a qualunque età e l’unico prerequisito necessario è la forza di volontà.

2) Quale o quali sono i suoi Maestri e quali stili studia insieme a loro?

Ho il grande onore di essere allievo di due Maestri che hanno segnato la storia delle AM in Italia: Stanislao Falanga e Carmela Filosa. Proverò a descrivere qualche caratteristica del loro metodo, “filologico” e “comparatistico”, con il quale hanno fatto conoscere in occidente stili come il Wuxing Tongbeiquan, QixingTanglanquan ed il Chen Taijiquan della Piccola Struttura (“Xiao Jia”).

La loro ricerca sul campo parte da una lunga ed ininterrotta (fino alla pandemia del Covid) serie di viaggi in Cina, dove permangono di solito 2 o 3 mesi all’anno, seguendo a ritroso nel tempo, e nei luoghi dove si sono sviluppati, i vari lignaggi degli stili che studiano preservandoli dall’oblio cui in alcuni casi sarebbero destinati. A me sembrano quasi cercatori di tesori che, grazie al bagaglio di conoscenze accumulate in oltre trent’anni e alla conoscenza della lingua cinese – la Maestra Filosa è anche un’esperta sinologa – riescono spesso a dar conto delle evoluzioni (a volte migliorative, ma più spesso peggiorative) che intercorrono nella trasmissione degli stili generazione dopo generazione.

Il loro lavoro di ricerca riguarda anche i Quanpu (i libri redatti di solito dal fondatore di uno stile che riportano la teoria, i principi, gli schemi dei Taolu etc.) e la traduzione in Italiano di importanti testi, tra cui non possiamo non menzionare la recente pubblicazione del volume del Maestro Guan Tieyun sulla relazione tra Tongbeiquan e salute o il lavoro di traduzione della Maestra Filosa del testo di Chen Xin sui principi del Taijiquan. In alcuni casi, come accennavo precedentemente, quest’opera minuziosa di “scavo archeologico”, li ha portati ad individuare veri e propri errori di trascrizione che si trasformano negli anni in alterazioni macroscopiche della tecnica.

Un caso eclatante di questo tipo che posso testimoniare direttamente riguarda la ricerca nel Tanglang quan del Maestro Fulvio Falanga (figlio e degno erede del Maestro Stanislao), che insieme alla Maestra Filosa ha individuato uno di questi “errori di trasmissione”: la tecnica di Mantide Religiosa che tutti i praticanti italiani (e talvolta anche cinesi) conoscono come “Gan Ma San Chui” (“Sul Cavallo sferrare 3 pugni”) risulta essere in realtà, come riportato nei Quanpu più antichi, “Gai Ma San Chui” (che significa “Chiudere il cavallo e sferrare 3 pugni”). Questa piccola differenza, dovuta probabilmente alla trascrizione successiva di insegnamenti orali, potrebbe sembrare non particolarmente significativa, ma il cambio nel nome della tecnica diffusa da alcuni famosi lignaggi comporta purtroppo una variazione sostanziale ed un impoverimento della tecnica in sé e delle sue possibili applicazioni.

Un altro aspetto importante emerso dalle ricerche dei miei Maestri è il sistema di trasmissione tradizionale per cui gli stili, paradossalmente, quanto più si diffondono tra tanti allievi nei vari passaggi generazionali, tanto più si impoveriscono o si trasformano. Nelle scuole tradizionali infatti il Maestro trasferisce la sua conoscenza non in maniera uniforme, ma secondo quantità e profondità progressive, che dipendono dal livello di fiducia che ripone negli allievi in modo che, dopo una vita intera, il grosso delle conoscenze del Maestro sarà passato ad un gruppo molto ristretto di discepoli (Da Tudi), e tra questi solo uno, il “trasmettitore”, riceverà la conoscenza dell’intero sistema insieme ai fondamentali Quanpu. Quindi un solo “trasmettitore” per ogni generazione, è proprio questa la dinamica alla base della frammentazione e diversificazione dello stile nel cespuglio dei suoi rami paralleli.

Per questi ed altri meriti i miei Maestri sono molto noti anche in Cina dove spesso ricevono l’onore (e onere) di entrare a far parte della famiglia marziale di quei grandi Maestri che riconoscono la loro opera di conservazione e diffusione culturale a livello internazionale.

3) Lo studio serio di una arte marziale è impegnativo e dura tutta una vita, per studiare più di uno stile ed ottenere dei risultati apprezzabili quanta determinazione e tempo servono?

Un proverbio cinese spiega bene l’importanza di “tempo” e “dedizione” per le AM:

<>.

Da ciò possiamo capire che per i cinesi l’allenamento deve essere quotidiano e costante, mentre gli occidentali di solito, all’inizio della pratica, pensano di poter studiare un’arte marziale andando due o tre volte a settimana in palestra e magari staccando per un paio di mesi quando la palestra chiude in estate… Purtroppo questo sistema funziona molto poco!

Studiare più di uno stile aggrava di sicuro la richiesta di tempo e dedizione, ma c’è anche da dire che, superato un certo grado di comprensione, lo studio di uno stile aiuta e favorisce lo studio degli altri, in fondo infatti, al di là delle differenze nelle manifestazioni esterne, i principi su cui si fondano tutti gli stili cinesi sono sostanzialmente gli stessi.

È come se volessimo raggiungere la vetta di una montagna che rappresenta il raggiungimento del Gongfu: si può partire da punti molto distanti tra loro, cioè da stili molto diversi apparentemente all’inizio della pratica, ma, man mano che si ascende, il numero delle strade si riduce sempre più fino all’ultimo unico sentiero che porta alla vetta. Questo spiega il perché praticanti molto esperti di stili diversi, confrontandosi tra loro, vedono l’uno nell’altro molte affinità tecniche.

4) Si dice che le arti marziali come vengono praticate in Italia servano unicamente ad allenare i Taolu “forme dai movimenti concatenati”. Lei pensa che questo sia vero oppure si riesce anche ad apprendere un modo pratico di difesa realmente applicabile?

Lo studio dei Taolu è sicuramente una parte fondamentale dell’allenamento, guai però a farla diventare l’unica, e talvolta purtroppo nelle scuole occidentali accade proprio questo, a volte per motivi di marketing, altre per le scarse conoscenze del caposcuola. L’allenamento di una scuola tradizionale deve invece contemplare, oltre ai taolu, il lavoro approfondito sulle singole tecniche eseguite da fermi ed in passeggiata, il lavoro sui principi, sulle applicazioni di questi nelle tecniche di combattimento, deve avere metodi e tecniche per rinforzare il corpo, delle ginnastiche mediche cinesi per salvaguardarlo e mantenerlo in salute, e non può mancare ovviamente lo studio della teoria dello stile.

Le realtà italiane in cui è possibile seguire un corso così strutturato stanno sicuramente aumentando in questi anni, ma il paradosso è che quando si è alle prime armi, non si hanno ancora gli strumenti per capire la qualità dei corsi che ci si appresta a seguire, perciò è necessaria anche una piccola dose di fortuna.

5) Spesso per intendere le arti marziali cinesi si parla di Kung Fu, pensa che questo termine sia appropriato?

In realtà si tratta di un vecchio equivoco che ormai è entrato nell’uso comune. Il significato della parola “Gongfu/kung fu” è molto più ampio del campo delle AM in cui viene di solito confinato, e ha a che fare con la “grande abilità e maestria in una qualunque attività cui si perviene con lungo e duro lavoro”. Dunque anche un musicista, uno scultore, un pizzaiolo etc. possono avere Gongfu nei loro rispettivi campi di attività.

In Cina si usa piuttosto il termine “Wushu” (letteralmente “arte della guerra”) per riferirsi alle AM, e potremmo dire che i praticanti di queste hanno tanto più “Gongfu” quanto più riescono a sviluppare le loro abilità. In sintesi: mentre il wushu è qualcosa che si pratica, il Gongfu è invece qualcosa che si possiede o non si possiede.

Il Maestro Guan Tieyun in un seminario di qualche anno fa esemplificò con un’immagine perfetta i concetti di “duro lavoro” e “tempo” che sottendono la parola “Gongfu”: <>.

Continua nel prossimo articolo…

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Sulle orme dei Maestri – intervista alla Maestra Laura Rubrianti. Seconda parte

1 – Conosci molte tecniche di Qi gong ma ti è particolarmente caro il “Qi Gong per il benessere della donna” come ne sei venuta in contatto e con chi ti sei formata?

Solo dopo molti anni posso dire “grazie” ad una esperienza dolorosa che ho vissuto nel lontano 2003. In quell’anno una mia cara amica si ammalò di un grave tumore che, nonostante le varie cure intraprese, sia seguendo i protocolli della medicina ufficiale che le cure proposte dai primi centri di medicina integrata, la costrinse a lasciare il corpo per farle proseguire il suo viaggio in altre dimensioni. In quel periodo doloroso e complesso in cui la mia amica dovette subire vari interventi chirurgici e chemioterapie pesanti, le stetti molto vicino. Praticavamo Qigong insieme, dedicavamo tempo alla pratica delle Camminate terapeutiche e alla meditazione, attività che le davano molto sollievo e la pacificano.

Il dolore della sua perdita mi spinse a trasformare tale esperienza in opportunità: iniziai così a leggere testi riguardanti la fisiologia femminile secondo la visione della Medicina Cinese, anche se la letteratura riguardante l’argomento non era così facile da trovare. La maggiore letteratura è in lingua francese che non è il mio forte. Comunque non mi diedi per vinta: chiesi a colleghi, cercai in librerie e biblioteche e proseguii la ricerca fino a quando mi imbattei nel testo “Qigong per la donna” (testo ora introvabile) di Dominique Ferraro, che allora era una delle poche insegnanti in Italia di Qigong per il benessere della donna. Dominique rispose prontamente e generosamente all’appello di aiuto e organizzammo a Roma alcuni seminari sull’argomento a cui parteciparono molte donne e colleghi uomini. E’ grazie a questo incontro arricchente che ho iniziato un cammino di studio e ricerca nel Qigong dedicato alla fisiologia femminile che ancora prosegue con Master Liu He ed Elisabeth Rochat de la Vallé.

Master Liu He è una delle poche eredi della tradizione femminile del Qi Gong Taoista femminile che ha iniziato la sua formazione medica taoista all’ età di quattro anni e che già all’età di 14 anni aveva raggiunto un tale livello di Qigong che il nonno le diede il permesso di insegnare questa disciplina ed eseguire tecniche di guarigione, privilegio tradizionalmente riservato solo agli uomini.

Master Liu He è un grande esempio ed è fonte di ispirazione nel cammino di ricerca continua. Spesso le sentiamo dire” Quando una donna si prende cura di sé, l’intera società ne beneficia, poiché è a lei che è affidata in primis la cura dei figli, i semi che daranno vita alla società futura”. Per questo è importante che la donna trovi un suo equilibrio, uno stato di armonia e salute, uno spazio per se stessa dove possa coltivare la pace interiore.

Sono ormai molti anni che mi dedico all’insegnamento del Qigong specifico per la fisiologia femminile riscontrandone l’efficacia inconfutabile. Ho avuto il privilegio di vedere donne riprendere in mano la propria vita e operare scelte coraggiose; ho visto donne che hanno dato alla luce figli meravigliosi dopo anni di cure per la fertilità; ho seguito donne e ancora ne seguo, in programmi di Qigong specifico per malattie oncologiche…e sono fiera di loro.

2 – Energeticamente la fisiologia dell’uomo e quella della donna sono differenti?

Addentrandoci nelle caratteristiche anatomiche e fisiologiche della donna è evidente che ciò che caratterizza l’essere femminile è il tema della ginecologia. La donna è dotata di organi che le consentono di portare avanti la gravidanza per arrivare al parto, di provvedere alla vita del nascituro grazie all’allattamento, è stata ritenuta sacra nelle antiche culture in quanto generatrice di Vita.

Nei testi cinesi antichi la trattazione dei dati anatomici della donna non differisce di molto da quelli attuali, anche se viene preso in considerazione per lo più l’Utero piuttosto delle ovaie.

L’Utero, viscere straordinario, contenitore e protettore della vita, interno e nascosto ha assunto molti diversi nomi estremamente significativi: zigong o palazzo del bambino; nuzibao o involucro della donna; zizang o organo del bambino, baogong o palazzo dell’involucro, xueshi o camera del sangue.

Con “camera del sangue” il pensiero cinese esprime bene ciò che caratterizza l’energetica della donna, poiché nella fisiologia femminile il sangue rappresenta l’aspetto dominate a differenza dell’uomo in cui è rilevante il qi.

Li Shizen chiaramente enuncia: “La donna è di natura Yin, per cui il sangue è dominante”.

Così il sangue nella donna a differenza dell’uomo, assume un valore straordinario poiché è acqua mestruale, nutrimento fetale, latte della mammella dopo un lungo processo di trasformazione alchemica.

Il sangue con le sue cicliche manifestazioni legate ai ritmi lunari, diviene il perno dell’intero corpo femminile e segno di lettura più importante dello stato di salute generale della donna.

E’ per questo che nella pratica del Qigong per le donne si eseguono esercizi che lavorano in particolare sulla buona qualità del sangue e sull’abbondanza di questo liquido prezioso.

3 – Sei fondatrice ed insegnate della scuola di formazione operatori qi gong “I Giardini del Tao” il percorso che viene proposto richiede molte ore di formazione e di tirocinio, a quali esigenze deve saper rispondere un operatore Qi Gong?

Il percorso formativo triennale proposto dalla Scuola “I Giardini del Tao” è un cammino che richiede impegno visto il monte ore di pratica e tirocinio, accompagnate dallo studio della Medicina Cinese Classica e dalla fisiologia. La scelta della scuola è stata quella di indirizzare i futuri insegnanti di Qigong ad accompagnare al meglio in un percorso di consapevolezza, le persone che si rivolgeranno loro con interesse per tale disciplina, perciò lo studio della Medicina Cinese diviene applicazione pratica in ogni tecnica studiata. E’ nostro profondo desiderio formare insegnanti preparati e sensibili, capaci di accogliere e comprendere l’altro con professionalità e amorevolezza, onestà e sapienza. A tal proposito richiediamo agli studenti anche un “diario di pratica” che diviene parte integrante del piano di studi, oggetto di approfondimenti e riflessioni, materiale di studio e ricerca.

4 – Che cosa vorresti dire a chi sceglie di intraprendere un percorso professionale nel Qi Gong?

Un insegnate di Qigong è colui che decide di intraprendere un cammino di crescita personale, è colui che crede nella Vita e opera a favore di essa e per il suo mantenimento. E’ colui che sa fluire mantenendo il sorriso interiore nelle difficoltà della vita e che in queste sa operare trasformazioni nel modo di porsi. Essere insegnanti di Qigong significa prendersi in primis cura di sé e diffondere tale sapienza nel rispetto dell’altro. A poco valgono le infinite tecniche apprese se il praticante non impara a renderle vive nella propria realtà quotidiana. Il Qigong è una via alchemica, è uno stato dell’Essere cosciente tra Cielo e Terra.

Per leggere la prima parte dell’intervista fa click qui

https://www.ilventosopraillago.com/single-post/intervista-a-laura-rubrianti-prima-parte

Intervista a cura di Daniela De Girolamo

Per info e contatti della M. Laura Rubrianti

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Sulle orme dei Maestri – intervista a Laura Rubrianti. Prima parte

Con grande gioia ho proposto l’intervista alla Maestra Laura Rubrianti, una donna forte, capace, con una sensibilità particolare, lei è una delle persone che ho scelto con consapevolezza per percorrere il mio cammino nel Qi Gong, lei è una delle mie Maestre. Ho scelto le domande con cura, immaginando già le risposte che potevano venire, ma la realtà è andata ben oltre l’immaginazione, alla lettura delle sue risposte mi sono emozionata tanto, mi si sono bagnati gli occhi. Ecco, lei è così arriva al Cuore!

Chissà se anche voi leggendo l’intervista possiate sentire le stesse emozioni, come sempre vi auguro buona lettura!

1 – Laura la tua professione ti vede logopedista ed esperta in globalità dei linguaggi, ti sei dedicata al Qi Gong in un secondo momento. Puoi dirci cos’è la medicina integrata?

Si, ho lavorato per molti anni, circa 20, come logopedista occupandomi di adulti e bambini con gravi dis-abilità fisiche e psichiche e in particolare di autismo infantile precoce, utilizzando il Metodo della Globalità dei Linguaggi. Tale metodo propone un approccio globale alla persona riconoscendo il valore dei linguaggi non verbali nella cura e nella relazione. In questo cammino ho avuto modo di scoprire le innate capacità umane e comprendere come il corpo sia il nostro strumento preferenziale nella comunicazione più vera e come, in quanto strumento unico e irripetibile di apprendimenti e di relazioni profonde, non riesca a mentire ma ad esprimere nella verità passato, presente, desideri futuri e impedimenti nella loro realizzazione. Mi sono sempre occupata del linguaggio del corpo e nel Qigong ho trovato la massima espressione di un pensiero unitario e di una visione ampia dell’essere umano. In questi ultimi anni si sta sempre più ponendo all’attenzione pubblica i benefici del Qigong e della Medicina Integrata. Il termine medicina integrata è relativamente nuovo e con mio grande piacere si sta sostituendo alle terminologie di “medicina olistica” o “medicina alternativa”, poiché purtroppo nell’immaginario collettivo sono termini presi in scarsa considerazione. Quando parliamo di medicina integrata ci riferiamo alla possibilità che tutti abbiamo di accedere a cure con una medicina dolce e naturale che tenga conto dell’individuo nella sua totalità che integra gli elementi positivi della medicina tradizionale.

È a mio avviso importante ricordare che abbiamo a nostra disposizione molti strumenti per raggiungere un benessere psicofisico sempre più rivolto alla prevenzione piuttosto votato alla cura “a posteriori”.

Quando scegliamo di accogliere l’idea di medicina integrata iniziamo a prende in considerazione tutti i fattori che coinvolgono la salute, il benessere e la malattia, incluse le dimensioni psicologiche e spirituali della vita di una persona. Ed è proprio al recupero di un approccio d’insieme (olos) a cui le medicine non convenzionali sono tese nell’ambito della medicina più propriamente scientifica e tecnologica che il Qigong si inserisce offrendo una importante possibilità di autocura alla luce dei principi della Medicina Cinese ormai benevolmente accolta da gran parte del mondo medico.

2 – Il Qi Gong rientra tra le discipline integrate, quali benefici può apportare?

Il Qigong viene praticato da millenni poiché apporta una serie di effetti benefici a livello sia fisico che psichico, aumenta la consapevolezza di sé offrendo così la possibilità di una trasformazione profonda. Molti studi e ricerche scientifiche che ormai da decenni si stanno svolgendo, attestano che la costante pratica del Qigong migliora e favorisce lo scorrimento del Qi all’interno dei meridiani producendo effetti benefici sullo stato di salute generale poiché nel momento in cui il Soffio o Qi riprende a circolare accade che l’intero nostro sistema ritorni al suo naturale normostato.

Gli effetti benefici sono molteplici e si manifestano su più livelli. Volendo sintetizzare per punti possiamo dire che aiuta a:

    • Favorire la salute generale dell’apparato muscoloscheletrico grazie al lavoro attento e profondo che viene proposto sull’assetto posturale;
    • Tonificare i muscoli e a ridurre i dolori osteoarticolari. In particolare si sono notati miglioramenti sull’osteoporosi;
    • Rafforzare il muscolo cardiaco aumentando la quantità di sangue pompato al minuto. Si è notato che la pratica normalizza la frequenza del battito cardiaco;
    • Migliorare la circolazione sanguigna e la circolazione linfatica;
    • Autoregolare la pressione sanguigna prevenendo gli ictus e i fattori di rischio cerebro-cardiovascolari;
    • Rinforzare l’apparato respiratorio e a ridurre gli attacchi di asma per quanto riguarda la durata, la frequenza e l’intensità grazie al lavoro consapevole sul respiro;

Si è inoltre osservato che la pratica del Qigong migliora il riposo notturno e la qualità del sonno; riduce lo stress mentale, gli stati ansiosi e la frustrazione emotiva e migliora la capacità di gestire sia le emozioni che i pensieri morbosi, contribuendo a riportare l’equilibrio mentale;

Nelle donne aiuta nel regolarizzare il ciclo mestruale e a migliorare gli effetti a volte disturbanti della menopausa.

3 – Il Qi Gong può essere praticato da tutti indistintamente o ci debbono essere delle attenzioni per alcune persone ad esempio per chi ha patologie psichiatriche?

Come già nella risposta alla domanda precedente, molte osservazioni cliniche avvenute in questi ultimi decenni dimostrano i benefici effetti della pratica che si rivolge a tutti, visto la vastità di tecniche di tradizione antica sperimentate da millenni. Il Qigong comprende un ricchissimo repertorio di tecniche di tradizione taoista, buddista, confuciana, medica e terapeutica e in quanto arte della salute ha un occhio attento per ogni tipo di manifestazione di squilibrio energetico che si può manifestare in molti modi. Il Qigong offre quindi la possibilità di eseguire specifici esercizi atti a condurre ogni individuo verso quello che è definito il “normo stato”, ossia il naturale stato di benessere della persona stessa. In questo vasto panorama, particolare attenzione richiedono le patologie psichiatriche con le quali spesso noi insegnanti di Qigong ci troviamo a lavorare. Sta alla scrupolosa attenzione dell’insegnate, valutare se la persona con turbe dello Shen può essere idonea alla pratica e trarne beneficio oppure no, poiché questo tipo di persona và accompagnata amorevolmente in un dolce cammino di consapevolezza del corpo e del respiro unitamente al lavoro dell’equipe terapeutica che la assiste. In questo particolare caso le posizioni di Qigong statico a mio avviso sono poco indicate ed è preferibile proporre tecniche dinamiche che riportano la piena presenza della persona al corpo. Va sottolineata a mio avviso che la preparazione e sensibilità dell’insegnate, così come l’integrità e l’etica professionale, sono requisiti fondamentali per lo svolgimento della nostra professione soprattutto con casi psichiatrici.

4 – Al Qi Gong viene spesso associato il termine “Nutrimento” per quale motivo?

Quando pensiamo al nutrimento immediatamente appare l’immagine di una madre che nutre il figlio con il proprio latte e se continuiamo con le libere associazioni possiamo pensare alla Madre Terra che provvede al mantenimento della Vita di tutti gli esseri, pensiamo al sole e alla sua luce e al suo calore, all’acqua che scorre limpida e si dona, alle piante che offrono ossigeno e così a tutto ciò che fornisce alimento per il mantenimento della Vita. Per mantenere e sostenere la Vita in noi è necessario condurre uno stile di vita in armonia con i ritmi della Natura, che include una sana alimentazione, una pratica energetica corporea quale il Qigong, il coltivare buoni sentimenti e pensieri pregni di amorevolezza. Nutrire è innanzitutto cura amorevole che garantisce salute, gioia e abbondanza da condividere. Quando parliamo di nutrimento ci avviciniamo all’idea di trasformazione: da materia con specifiche caratteristiche a essenza con determinate qualità. Nutrire è mantenere una buona respirazione consapevoli che nell’aria è presente un elemento di immortalità, una forza vitale che proviene dall’infinito e misterioso universo. Nutrire è conservare qualcosa di prezioso per serbare le essenze vitali. Tutte queste libere associazioni ci ricordano che il Qigong è una pratica alchemica straordinaria che offre l’opportunità di ricontattare la nostra natura più vera e pura e di camminare su questa terra seguendo il nostro Mandato Celeste.

5- Che cos’è il progetto Kamala?

Il Qigong è per me fonte di grande ispirazione da cui è nato il Progetto Kamala® : agricoltura e nutrizione per un mondo vibrante.

La costante pratica interna rivolta alla coltivazione del Soffio, l’ascolto e la presenza, le importanti trasformazioni che ne sono derivate, hanno aperto alla profonda consapevolezza che siamo parte di un unico grande corpo, in cui ogni organismo è indispensabile che viva in armonia con se stesso, l’ambiente circostante, la Terra e il Cielo.

Le riflessioni sulle origini del Qigong, su quell’antico rapporto di com-unione tra Uomo-Natura, mi hanno aiutata a riscoprire il valore assolutamente attuale di questa antica “Arte di Vita”, trovando in essa, in un momento storico di grandi cambiamenti, una fonte di speranza per noi e le generazioni future.

Gli antichi sapevano che seguire i ritmi della natura e allineare ad essa i ritmi individuali, consentiva di affondare radici nella Terra vivente e grazie a ciò era ed è possibile ritrovare il proprio “Potere Personale”.

Spesso si rinuncia al “Potere Personale” a causa dell’accettazione di uno Status Quo dettato da condizionamenti sociali, che riporta ad un senso di ineluttabilità rispetto all’andamento delle cose. Ci si sente inadeguati se si pensa di voler cambiare il mondo per poter vivere meglio, ma si è adeguati quando si muovono passi consapevoli per incontrare se stessi con il chiaro intento di sviluppare talenti e il proprio “Potere Personale.

Grazie a questo incontro benevolo con se stessi in primis si incontra la Terra e la sua Forza, si contatta di nuovo il “Potere Personale” e si vigila per mantenere la vita in essere.

Quando si innesca questo circolo virtuoso “L’Arte del Nutrimento della Vita” quale concetto base della pratica del Qigong diviene realtà. Il “Progetto Kamala®: Agricoltura e Nutrizione per un Mondo Vibrante è un progetto responsabile e sostenibile, che pone l’armonia quale obiettivo sia nella coltivazione di se stessi che della Terra e affonda le sue radici nell’ equazione “Curare la terra = Curare se stessi” . E’ a sostegno della vita, radica nella Terra e unisce al Cielo per consentire ad ognuno di crescere e svilupparsi seguendo un sano stile di vita.

Intervista a cura di Daniela De Girolamo

N.B. Le indicazioni contenute in questo articolo non si sostituiscono alla pratica medica alla quale è rimandata la salute e la cura della persona.

Daniela De Girolamo è un insegnate di Qi Gong, Taiji Quan, Meditazione e Medicina Cinese.

E’ Presidente dell’ A.S.D Meihua il vento sopra il lago che si occupa dell’insegnamento e della diffusione delle discipline orientali.

Scrittrice del libro “Pillole di Lunga Vita guida introduttiva al Qi Gong e al Taiji Quan”.

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